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L’importanza dei valori

Durante le vacanze estive ho avuto la fortuna e la possibilità di seguire il corso di Luca Mazzucchelli “La forza dei valori”, un percorso molto ricco, completo e soprattutto utilissimo per scoprire quali sono i nostri valori che ci guidano nelle nostre attività quotidiane, nelle decisioni che prendiamo e negli obiettivi che decidiamo di raggiungere.

I valori sono il frutto dell’educazione e degli insegnamenti che abbiamo ricevuto lungo il percorso della nostra vita.

Essi rappresentano tutto ciò che abbiamo imparato dalle esperienze vissute e come abbiamo modificato i nostri atteggiamenti in seguito.

I valori rappresentano il risultato delle nostre piccole azioni e delle abitudini che abbiamo mantenuto nel corso della nostra vita, e che ovviamente sono influenzate anche dai fattori sociali, come ad esempio l’ambiente in cui cresciamo, la famiglia, la religione e via dicendo.

Perché è importante conoscere i propri valori e quali sono i vantaggi che comporta conoscerli?

Distinguere i nostri valori ci aiuta ad intraprendere e condurre una vita coerente con le nostre energie e le nostre forze interiori.

Essere consapevoli dei valori dominanti ci permette di ritrovare la motivazione nei momenti di difficoltà, di scoprire il nostro vero perché e di conseguenza ci permette di individuare qual è la nostra MISSIONE di vita.

Individuare la propria missione e la propria direzione ci permette di dare un senso alla nostra vita e di conseguenza sviluppare un piano d’azione, degli obiettivi e successivamente delle abitudini e un mindset in linea con i nostri sogni.

AZIONI -> VALORI -> IDEE -> RISULTATI

E’ possibile vivere la propria vita senza individuare i valori?

Assolutamente si. Sono tante le persone che subiscono la vita e gli eventi.

Spesso sono le stesse persone che si lamentano dei loro insuccessi, costantemente insoddisfatti e frustrati. Vivere una vita all’oscuro dei propri valori ti comporterà a lungo termine un livello molto basso di energia, incoerenza nelle azioni quotidiane e un atteggiamento che giustifica l’incapacità di raggiungere i risultati che desideri.

Facendo un esempio molto comune possiamo individuare alcuni aspetti pratici di un episodio che potrebbe capitare nella vita di tutti i giorni.

Valore -> Salute

Sono consapevole di questo valore e metto in atto azioni funzionaliNon sono consapevole di questo valore e metto in atto azioni disfunzionali
– Mangio in modo equilibrato
– Mi alleno almeno 3 volte a settimana
– Assumo integratori e vitamine
– Conduco uno stile di vita sano
– Mangio come capita e mi giustifico con le altre persone
– Mi alleno quando me lo ricordo e quando ne ho voglia
– Sono sovrappeso e do la colpa alla costituzione genetica
– Ho dei piccoli obiettivi, sviluppo delle abitudini sane e coerenti con il mio valore– Dovrei mangiare bene e fare sport perché si sa che fa bene, ma non sono abbastanza motivato e di conseguenza incostante

Come scoprire e individuare i nostri valori?

Il primo passo fondamentale è quello di prendersi del tempo per dedicarci a noi stessi, ascoltarsi nel profondo del proprio io e ascoltare le proprie sensazioni, e successivamente scrivere nero su bianco tutto ciò che attraversa la mente (tenere un diario personale è un ottimo strumento per entrare in contatto con se stessi e prendere consapevolezza di se stessi).

Il passo successivo è quello di porvi alcune domande come ad esempio:

  • Cosa mi rende felice e perché?
  • Le abitudini che ho messo in atto nell’ultimo anno e negli ultimi 5 anni mi hanno reso la persona che desideravo di essere?
  • Sono soddisfatta/o delle mie relazioni?
  • Sono soddisfatta/o del mio lavoro?
  • Che persona vorrei essere tra 1 anno e tra 5 anni?
  • Quali sono le azioni che devo compiere oggi per diventare quella persona?

Rileggendo tutto ciò che hai scritto, anche a distanza di giorni, ti permetterà di comprendere il filo conduttore che ti ha spinto ad agire fino ad oggi e a prendere le decisioni che hai preso per essere qui dove sei e dove ti trovi ora, e poi potrai decidere se continuare allo stesso modo o apportare qualche piccola modifica per correggere un po’ il tiro.

Una volta che hai chiara la tua direzione di vita, gli obiettivi sono una conseguenza inevitabile” Luca Mazzucchelli

Personalmente questo lavoro mi ha permesso di comprendere la coerenza tra i miei valori, i miei obiettivi e le mie azioni, una consapevolezza che sta prendendo forma ogni giorno di più, aiutandomi a mantenere la calma, la concentrazione e la costanza per i progetti personali e professionali.

Mi piace l’idea di concludere questo articolo scrivendo alcuni dei valori generici che ci guidano, il lavoro che vi invito a fare è individuare i vostri primi5, prendendo spunto anche dall’esercizio che avete fatto rispondendo alle domande di prima. Di fianco ad ogni valore aggiungete 2/3 azioni che vi impegnate a mantenere per coltivare e alimentare quel determinato valore.

ABBONDANZA – AMBIZIONE – AMORE – AMICIZIA – COMPRETENZA – EDUCAZIONE – FAMIGLIA – SUCCESSO – POTERE – FORZA – ESPERIENZA – PAZIENZA – SOLIDARIETA’ – GENEROSITA’ – DISPONIBILITA’ – ALTRUISMO

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Fare la differenza

In un mondo a portata di mano, dove siamo sempre connessi e circondati dall’illusione di sapere tutto e niente, è sempre più difficile individuare e sviluppare le proprie competenze e capacità che ci distinguono dalle persone che ci circondano, sia in ambito professionale che personale.

Ci sono delle linee guida e delle indicazioni che possono aiutarci a creare una nostra mappa individuale e personalizzata e che cambia a seconda delle nostre esigenze?

Ci sono delle indicazioni che ci aiutano a ritrovare l’orientamento tutte le volte che ne abbiamo bisogno o tutte le volte che sentiamo la necessità di mettere in discussione qualche aspetto della nostra vita?

In questo articolo vedremo alcuni aspetti fondamentali che ci possono aiutare a creare la nostra bussola e il nostro percorso individuale e ci focalizzeremo sulle domande che possiamo farci per trovare le risposte che cerchiamo, perché il nostro futuro dipende in parte proprio da quei quesiti che ci poniamo nel presente.

Prima di partire alla scoperta di mondi inesplorati e avventurarci in sentieri sconosciuti è bene fermarsi un attimo e riflettere su quello che abbiamo già visto visto e vissuto fino ad oggi, su tutto quello che le nostre esperienze precedenti ci hanno insegnato e sulla persona che siamo diventati grazie ad esse.

Come ormai ben saprete, il mio invito è quello di rispondere alle domande sottostanti in forma scritta perché vi permetterà di prendere maggiore consapevolezza ed eventualmente tornarci su in un secondo momento per arricchire il pensiero e la risposta che avete segnato.

Quali sono i nostri punti di forza e i nostri punti di debolezza?

Rispondendo a questa domanda ci permetterà di prendere consapevolezza di quelli che sono i nostri limiti o di quello che crediamo lo siano e di capire quali sono le aree dove vogliamo migliorare, o anche semplicemente amarci ed apprezzarci per quello che siamo. La risposta a questa domanda ci permetterà di capire quali sono le azioni che mettete in atto, i pensieri che fate in merito ad una sfida da affrontare o un problema da risolvere, ma soprattutto vi aiuta a capire se questi sono funzionali o meno. Se non sapete quali sono i vostri punti di forza o di debolezza vi invito a seguire l’insegnamento del filosofo di management Peter F. Drucker e prendere nota dei feedback che vi date o che ricevete in seguito ad un compito svolto o un obiettivo raggiunto.

Come lavorate? – Come imparate?

Ognuno di noi indipendentemente dal lavoro che fa e dal ruolo che svolge si distingue per il metodo che mette in atto nell’organizzarsi e nel relazionarsi con i propri colleghi/clienti. Individuare questo schema ci consente di monitorare i risultati che otteniamo, la qualità del lavoro che svolgiamo ed eventualmente qualora i risultati non fossero di nostro gradimento ci permette di prendere consapevolezza degli aspetti e dei requisiti che vorremo acquisire ed imparare, e di conseguenza possiamo affermare che diventa fondamentale individuare il nostro metodo di apprendimento.

Per stare al passo con le competenze richieste sul mercato e per essere sempre più competitivi diventa essenziale imparare in fretta e bene, e come in tutte le cose ognuno di noi ha il suo modo di apprendere, perché ad esempio c’è chi impara velocemente leggendo un testo e prendendo appunti o creando mappe mentali e chi invece impara rapidamente ascoltando un audiolibro, un podcast o un videocorso.

Più prendiamo consapevolezza di come funzioniamo e di quali sono i modelli di apprendimento e lavoro che mettiamo in atto quasi inconsapevolmente e più aumentano le probabilità di migliorare e perfezionare il nostro operato, di conseguenza anche i risultati che otteniamo.

Quali sono i tuoi valori?

I nostri valori sono il frutto dell’educazione che abbiamo ricevuto e sono rappresentati dagli insegnamenti che abbiamo tratto dalle nostre esperienze, che rappresentano il motivo per cui facciamo ciò che facciamo, sono il motore delle nostre azioni e delle nostre abitudini, perché nel complesso ci rendono la persona che siamo o ci stimolano a diventare la persona che vorremmo. Soffermarsi, riflettere e prendere consapevolezza dei nostri valori ci permette di allinearci alla nostra missione di vita, sviluppando la coerenza necessaria a prendere le giuste decisioni per noi stessi.

In un mondo che corre alla velocità della luce, dove sono sempre più richieste skills e competenze ambiziose ed eccellenti, coraggio e determinazione, diventa fondamentale crearsi un posto sicuro, un’ancora che ci permette di connetterci con noi stessi e con i nostri desideri, per evitare di perdere l’orientamento e seguire una direzione che non è la nostra.

Fonte “Gestire se stessi” Peter F.Drucker

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Come gestire la paura

In questo periodo storico che stiamo attraversando un fattore che ci accomuna e ci unisce tutti quanti, indipendentemente da quale parte del mondo ci troviamo, è il contagio emotivo di massa. Kurt Lewin, psicologo, spiega molto bene questo fenomeno nella “teoria del cambiamento sociale”, ovvero come le interazioni relazionali influenzano le nostre emozioni.

Una delle emozioni primarie che riscontriamo più frequentemente in questo periodo è la PAURA, angosciante per via del virus e delle conseguenze che questo comporta, come quella di perdere una persona cara o di non ritrovare quella normalità e quotidianità che tanto ci manca.

In questo articolo vedremo quali sono le caratteristiche di questa emozione e come imparare a gestirla.

Come ci insegna il professor Giorgio Nardone (Le emozioni – istruzioni per l’uso, 2019)la paura è l’emozione più potente” perché è legata al nostro istinto di sopravvivenza, e grazie alla paura si attivano una serie di emozioni secondarie che ci aiutano ad affrontare le situazioni e le sfide nella nostra vita quotidiana.

La paura è una nostra alleata, in grado di proteggerci dalle situazioni a rischio. Essa diventa disfunzionale nel momento in cui l’ansia, che è la risposta fisiologica che il nostro corpo manifesta in risposta alla paura, supera un certo limite, ovvero quello che blocca le nostre azioni. Per calarci nelle situazioni di vita quotidiana questo si potrebbe tradurre in azioni tipo non uscire di casa per non andare a lavorare o per fare la spesa per la paura di contrarre il virus e finire quindi con l’isolarsi e condurre una vita praticamente in solitudine.

Come possiamo imparare a gestire la nostra paura e gli stati d’animo che questa emozione genera?

Possiamo utilizzare uno degli stratagemmi ingegnosi, ovvero “spegnere il fuoco (della paura) aggiungendo la legna” attraverso il nostro dialogo interiore, attraverso la scrittura o anche attraverso delle visualizzazioni guidate grazie alle quali possiamo evocare tutte le conseguenze negative che lo schivare della paura può provocare, esagerare senza limiti di nessun genere. Quello che scopriremo è che “il limite di un timore è, infatti, un timore più grande”.

“La paura si annulla nei suoi stessi eccessi” Emil Cioran

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Come tenere monitorati i nostri risultati

Per rispettare ogni piano d’azione, indipendentemente dal settore, dalla complessità e dalla grandezza, bisogna partire con il primo passo. Il segreto è quello di incamminarsi lungo quel sentiero compiendo anche la più piccola azione, quasi impercettibile, per cambiare anche solo di un grado la nostra direzione ed essa ci permetterà di intraprenderne altre, che saranno la conseguenza naturale di quell’atto di coraggio che ci siamo concessi all’inizio.

Perché è importante avere un metodo per monitorare i risultati?

Potrebbe capitare che durante il percorso ci siano momenti e situazioni scoraggianti e difficili da superare, e proprio in questi momenti è fondamentale avere la consapevolezza di tutto il lavoro svolto fino a quel momento, e soprattutto di tutte le energie investite per avviare il progetto iniziale.

Leggendo un articolo di Virginio De Maio, autore e ricercatore, ho sposato il metodo che ha creato, e personalmente lo trovo molto efficace per tenere monitorato l’andamento del mio piano d’azione, tutte le volte che ho la sensazione di perdere l’orientamento e il controllo delle mie azioni. Il protocollo che ha creato Virginio De Maio è S.C.A.L.A, che è molto semplice da ricordare se si vuole considerare che per realizzare un progetto bisogna salire la propria scala gradino dopo gradino e passo dopo passo.

Questo acronimo si può così sintetizzare:

S – “situazione futura” – riprendendo alla mano il nostro piano d’azione ci focalizziamo sul progetto che vogliamo realizzare, o sulla situazione futuro che intendiamo raggiungere, e tutto ciò ci permetterà di ricordare perché siamo partiti e qual è la nostra direzione.

C – “consapevolezza” – prendersi il tempo necessario per contemplare tutto il lavoro che si è fatto dal punto di partenza ad oggi.

A – “autostima” – come vi fa sentire realizzare che rispetto al punto di partenza avete fatto dei passi in avanti per avvicinarvi al risultato desiderato? Quanto ha alimentato la sicurezza in voi stessi?

L – “leva motivazionale” – arrivati a questo punto che cosa ti manca per fare il passo successivo? Di quali strumenti hai bisogno per salire sul gradino superiore del tuo piano d’azione?

A – “azione” – ora che hai individuato che cosa ti serve per andare oltre, il passo successivo è rispondere alla domanda: che cosa puoi fare per andare al livello successivo del tuo piano d’azione? Quale sarà il prossimo passo che puoi compiere lungo il tuo viaggio e continuare il tuo percorso?

Rispondendo a queste domande avremo la possibilità di realizzare tutti quei passaggi che abbiamo già svolto e che ci hanno dato la spinta per iniziare a muoverci, ci permetterà di realizzare tutto il lavoro che è già stato fatto e soprattutto ci aiuterà a capire cosa ci manca per continuare il nostro viaggio.

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Come strutturare un piano d’azione efficace

Vi siete mai chiesti perché la maggior parte dei buoni propositi all’inizio dell’anno falliscono nei primi 30/45 giorni?

E perché la maggior parte di noi cade in questa trappola ogni anno come se fosse il primo?

Io me lo sono chiesto perché è capitato anche a me più di una volta e ho capito una cosa fondamentale che voglio affrontare con voi in questo articolo.

Ho capito che mi mancava un elemento indispensabile per rimanere concentrata e determinata nella realizzazione dei miei desideri, e questo ingrediente era LO SCOPO.

Perché volevo raggiungere quegli obiettivi?

Dove sarei arrivata in seguito?

E se non li avessi raggiunti cosa mi sarebbe successo?

Domande alle quali evitavo di rispondere, continuando a penalizzare me stessa perché non ero in grado di realizzare quei buoni propositi così ben preparati.

Da questa lezione nasce il primo invito:

Procurati carta e penna, fermati, respira e fai un passo indietro, osserva lo scenario da una prospettiva diversa, più ampia e chiediti:

–          Perché è importante per te effettuare quel cambiamento, raggiungere quel determinato traguardo?

–          Qual è la vera motivazione che ti spinge a voler ottenere risultati diversi?

–          A cosa sei disposto a rinunciare per arrivare fino in fondo?

–          Quali competenze e capacità vuoi acquisire per realizzare il tuo desiderio?

–          Quali saranno gli indicatori concreti che ti faranno dire “CE L’HO FATTA!”? Come ti sentirai? Quali sensazioni proverai? Come ti comporterai?

Una volta che avrete risposto a queste domande e sarete soddisfatti delle risposte potremo passare alla redazione del vero piano d’azione che comprenderà:

–          Le azioni

–          Le risorse (disponibili e quelle di cui abbiamo bisogno)

–          Date, orari, scadenze

–          Obiettivi (possiamo utilizzare diversi modelli come SMART o SWOT) per fissarli.

–          Eventuali ostacoli che possiamo incontrare con le rispettive e potenziali soluzioni.

È inutile creare tabelle, to do list e piani spaziali se prima non individuiamo il perché, qual è lo scopo, la motivazione, gli stimoli e la direzione che ci spinge ad agire ogni singolo giorno.

Vi riporto qui una considerazione tratta dal libro di Simon Sinek “Partire dal perché” e che vi suggerisco di leggere anche solo per piacere.

“Se si parte dalle domande sbagliate, se non si comprendono le cause, allora anche le risposte più corrette finiranno con il portarci sulla strada sbagliata…prima o poi…”

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Perché abbiamo bisogno di un piano d’azione

Prima di intraprendere una direzione nuova nella nostra vita e prima di mettere in atto un determinato cambiamento c’è una fase fondamentale che dobbiamo preparare in anticipo e con grande attenzione. È un po’ come prepararsi per un nuovo viaggio, una volta individuata la meta si raccolgono informazioni sul posto per capire e decidere cosa mettere nella nostra valigia o nel nostro zaino che ci accompagnerà durante la nostra avventura. Lo stesso concetto vale anche per i cambiamenti che abbiamo in mente di attuare, bisogna preparare un PIANO D’AZIONE.

Perché abbiamo bisogno di un piano d’azione? Come si struttura quest’ultimo? Quali aspetti dobbiamo prendere in considerazione? E come dobbiamo intervenire qualora incontrassimo degli ostacoli che non abbiamo previsto?

Le risposte a tutte queste domande e non solo le troverete negli articoli che pubblicherò nel mese di Gennaio 2021, perché un cambiamento duraturo non può verificarsi senza un piano d’azione efficace.

Il raggiungimento di un obiettivo (se siete persone orientate al raggiungimento di quest’ultimo) non può funzionare se manca una road map, la realizzazione dei nostri sogni e dei nostri desideri non avviene da sola se dietro manca una pianificazione e le rispettive azioni per raggiungerli.

Un PIANO D’AZIONE lo possiamo definire come un fedele compagno di viaggio, pronto ad accompagnarci in ogni disavventura fino al raggiungimento della nostra meta. È la mappa che ci guiderà a trasformare la teoria in azioni concrete, è la mappa che ci aiuterà a capire quale strada intraprendere, se quella più corta, più impegnativa e più veloce oppure quella più lunga, più panoramica e più lenta. Un piano d’azione ci permette di prevedere, per quanto sia possibili, gli scenari peggiori, le difficoltà che possiamo incontrare durante il percorso e prepararci ad affrontarli con prontezza.

Nei prossimi articoli vedremo come si struttura un piano d’azione efficace, tenere monitorati i risultati ed eventualmente intervenire per apportare possibili modifiche qualora fosse necessario.

A presto 🙂

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“Quando tutto cambia, cambia tutto”

Ed eccoci qui, un altro anno si sta concludendo, un anno quasi surreale per certi versi, un anno che ci ha messo a dura prova tutti quanti, nessuno escluso.

Il mio invito in quest’ultimo giorno del 2020 è quello di fare il punto della situazione e di individuare i giorni e i momenti più significativi che abbiamo vissuto.

Prendete carta e penna e scrivete tutto quello che vi ha insegnato l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle. Concediamoci un’ora di tempo per noi stessi senza distrazioni e interruzioni e focalizziamoci su quello che abbiamo appreso. Inizialmente potrà sembrare impossibile perché se rimaniamo in superficie, la prima domanda che sorgerà spontaneamente sarà:

“Cosa vuoi che sia successo di bello con una pandemia in corso?”

Andiamo oltre, soffermiamoci su quei piccoli momenti di gioia e spensieratezza, su quelli di sofferenza e difficoltà che senza ombra di dubbio ci hanno insegnato qualcosa e ci hanno dimostrato quanto siamo forti e resistenti.

Come primo passo può essere sufficiente limitarsi ad osservare tutto quello che è successo in generale, poi stringere il campo di osservazione e notare che cosa è successo a voi in prima persona o alle persone a voi care ed infine osservatevi come se foste un estraneo.

Studiate il vostro atteggiamento, le vostre azioni, i vostri pensieri, le vostre reazioni e scrivete tutto quello che notate, scoprirete due categorie di reazioni:

–  Sarete sorpresi dalla forza con cui avete reagito e dalle strategie che avete messo in atto.

                                   OPPURE

–  Rimarrete delusi perché avreste potuto fare o dare di più, ed è proprio qui che arriva il momento di svolta, perché soffermarsi su questi aspetti può aiutarci a migliorare nell’anno che verrà, e una volta individuati gli aspetti che vogliamo migliorare, le capacità e le competenze che vogliamo acquisire lo trasformeremo in un piano d’azione da mettere in atto.

Del come creare un piano d’azione utile ed efficace, ne parleremo nei prossimi articoli 😉

L’anno 2020 e gli avvenimenti accaduti in questi 366 giorni ci hanno messo a dura prova, svegliando in noi la paura di non riuscire ad arrivare dove ci eravamo prefissati, privandoci della libertà che davamo tanto per scontata e impedendoci di abbracciare le persone a noi care. Che cosa possiamo imparare da tutto questo?

Come sostiene Neal Donald Walsch nel libro “Quando tutto cambia, cambia tutto”

“La vita è cambiamento e quando non c’è niente che cambia, non c’è niente che vive”

Quello che possiamo fare è cambiare il nostro pensiero riguardo alle cose che stanno cambiando, osservare e affinare quegli aspetti che possono aiutarci a diventare persone migliori, in grado di tenere testa alle sfide che la vita ci propone, sviluppare il proprio punto di vista, informarsi e formarsi, mettere in discussione le “realtà assolute” e andare alla ricerca di quello che non ci viene detto o ancor peggio ci viene nascosto.

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Le resistenze al cambiamento

Quali sono quei limiti mentali e quelle resistenze che ci impediscono di ottenere i risultati che desideriamo affrontando i cambiamenti necessari per migliorare la qualità della nostra vita?

A volte abbiamo chiaro nella nostra mente la direzione in cui vogliamo andare e la destinazione finale, ma facciamo fatica a intraprendere quella strada che ci porterà alla meta tanto desiderata.

Come dicevo nell’articolo precedente uno degli ostacoli più grandi può essere l’incertezza di tutte le dinamiche che stanno dall’altra parte del cambiamento, e questo forse è il limite più comune ed evidente a tutti noi.

Ci sono inoltre alcuni freni meno evidenti, ma altrettanto pericolosi, che ostacolano il nostro percorso nel quotidiano e che facciamo più fatica ad individuare, se non siamo abituati.

Uno di questi è rappresentato dalle nostre convinzioni ovvero dai nostri principi, le idee e le opinioni che abbiamo di noi stessi, delle persone che ci circondano, perché’ tutte influenzano direttamente la qualità dei risultati che otteniamo, e di quello che ci accade. Possiamo individuare due macro famiglie di convinzioni: quelle potenzianti e quelle depotenzianti.

Le prime sono quelle che ci influenzano in maniera positiva confermando i nostri pensieri e di conseguenza le nostre azioni, le seconde sono quelle che incidono negativamente sui nostri pensieri e sulle nostre azioni, e sicuramente questa seconda categoria è la più pericolosa in quanto se mal gestita ci impedisce di non agire e di conseguenza di rimanere dove siamo.

Come facciamo a prendere consapevolezza delle nostre convinzioni e capire se sono funzionali oppure no?

Uno dei metodi più rapidi è quello di scrivere ogni convinzione, idea o pensiero ridondante, prendere consapevolezza del flusso presente nella nostra testa e nella nostra mente per poi soffermarsi su ognuna di queste per analizzarne la qualità. Il secondo metodo è quello di prestare attenzione ai riferimenti che hanno contribuito alla creazione delle convinzioni, e i riferimenti da prendere in considerazione si riferiscono principalmente a 3 aspetti:

  • Interni (il nostro dialogo interno, la vocina che ci accompagna ovunque)
  • Esterni (le persone che frequentiamo, l’ambiente in cui viviamo e le energie che questi due elementi creano)
  • L’immaginazione (detta in maniera più semplice – tutti i film mentali che ci creiamo).

In questo caso gli unici responsabili della qualità dei nostri pensieri e successivamente delle nostre azioni siamo solo ed esclusivamente NOI STESSI.

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Come gestire il cambiamento in un periodo di incertezza

Mai come durante questo 2020 abbiamo vissuto un periodo di incertezze, paure e titubanze. È stato e continua ad essere un anno di grandi cambiamenti, che ognuno di noi vive ed affronta in maniera differente.

Come state gestendo queste situazioni?

E soprattutto le state gestendo o state subendo passivamente gli effetti?

In questo articolo voglio condividere con voi alcune delle strategie che si possono mettere in atto per iniziare ad agire e uscire da quella trappola che ci rende passivi in qualsiasi situazione di cambiamento.

Partiamo da quelli che sono gli aspetti che ci tengono ancorati nella zona di comfort, a volte anche in maniera inconsapevole.

È stato appurato da diversi studi scientifici che uno dei compiti primari del nostro cervello è quello di farci risparmiare risorse ed energia. Per questo motivo ci ritroviamo a fare le cose nello stesso identico modo in cui le abbiamo sempre fatte, come ad esempio il percorrere la stessa strada per andare al lavoro, e nel nostro cervello si sono creati dei percorsi ben definiti che ci portano ad agire per automatismi, proprio perché cambiare strada o imparare una cosa nuova comporta un dispendio notevole di energia e fatica.

Un meccanismo molto simile avviene anche quando ci troviamo di fronte ad alcune situazioni che cambiano le dinamiche a cui siamo abituati. Proiettarci in uno scenario nuovo sveglia le nostre paure legate all’incertezza, all’instabilità e all’ignoto che possono stare dall’altra parte della porta del cambiamento. Ed è proprio in questo momento, in cui la nostra fantasia si scatena proiettando gli scenari peggiori mai visti prima, che io vi invito a fermarvi per un attimo, ad osservare le immagini che corrono nella vostra mente, ad ascoltare quella vocina che sussurra nella vostra testa, a prendere carta e penna e a rispondere alle seguenti domande, seguendo lo schema sottostante:

Il mio invito è quello di spostare l’attenzione sugli aspetti più piccoli, sui dettagli, su quei cambiamenti quasi impercettibili, perché cambiare drasticamente una situazione, un’abitudine o un’azione può essere controproducente e soprattutto poco duraturo nel tempo. Come insegna Luca Mazzucchelli nel libro “Fattore 1%” ci dobbiamo avvicinare al cambiamento desiderato un 1% alla volta, monitorando i piccoli progressi compiuti per ottenere grandi risultati.

“L’unica costante nella vita è il cambiamento” Buddha

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