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Fare la differenza

In un mondo a portata di mano, dove siamo sempre connessi e circondati dall’illusione di sapere tutto e niente, è sempre più difficile individuare e sviluppare le proprie competenze e capacità che ci distinguono dalle persone che ci circondano, sia in ambito professionale che personale.

Ci sono delle linee guida e delle indicazioni che possono aiutarci a creare una nostra mappa individuale e personalizzata e che cambia a seconda delle nostre esigenze?

Ci sono delle indicazioni che ci aiutano a ritrovare l’orientamento tutte le volte che ne abbiamo bisogno o tutte le volte che sentiamo la necessità di mettere in discussione qualche aspetto della nostra vita?

In questo articolo vedremo alcuni aspetti fondamentali che ci possono aiutare a creare la nostra bussola e il nostro percorso individuale e ci focalizzeremo sulle domande che possiamo farci per trovare le risposte che cerchiamo, perché il nostro futuro dipende in parte proprio da quei quesiti che ci poniamo nel presente.

Prima di partire alla scoperta di mondi inesplorati e avventurarci in sentieri sconosciuti è bene fermarsi un attimo e riflettere su quello che abbiamo già visto visto e vissuto fino ad oggi, su tutto quello che le nostre esperienze precedenti ci hanno insegnato e sulla persona che siamo diventati grazie ad esse.

Come ormai ben saprete, il mio invito è quello di rispondere alle domande sottostanti in forma scritta perché vi permetterà di prendere maggiore consapevolezza ed eventualmente tornarci su in un secondo momento per arricchire il pensiero e la risposta che avete segnato.

Quali sono i nostri punti di forza e i nostri punti di debolezza?

Rispondendo a questa domanda ci permetterà di prendere consapevolezza di quelli che sono i nostri limiti o di quello che crediamo lo siano e di capire quali sono le aree dove vogliamo migliorare, o anche semplicemente amarci ed apprezzarci per quello che siamo. La risposta a questa domanda ci permetterà di capire quali sono le azioni che mettete in atto, i pensieri che fate in merito ad una sfida da affrontare o un problema da risolvere, ma soprattutto vi aiuta a capire se questi sono funzionali o meno. Se non sapete quali sono i vostri punti di forza o di debolezza vi invito a seguire l’insegnamento del filosofo di management Peter F. Drucker e prendere nota dei feedback che vi date o che ricevete in seguito ad un compito svolto o un obiettivo raggiunto.

Come lavorate? – Come imparate?

Ognuno di noi indipendentemente dal lavoro che fa e dal ruolo che svolge si distingue per il metodo che mette in atto nell’organizzarsi e nel relazionarsi con i propri colleghi/clienti. Individuare questo schema ci consente di monitorare i risultati che otteniamo, la qualità del lavoro che svolgiamo ed eventualmente qualora i risultati non fossero di nostro gradimento ci permette di prendere consapevolezza degli aspetti e dei requisiti che vorremo acquisire ed imparare, e di conseguenza possiamo affermare che diventa fondamentale individuare il nostro metodo di apprendimento.

Per stare al passo con le competenze richieste sul mercato e per essere sempre più competitivi diventa essenziale imparare in fretta e bene, e come in tutte le cose ognuno di noi ha il suo modo di apprendere, perché ad esempio c’è chi impara velocemente leggendo un testo e prendendo appunti o creando mappe mentali e chi invece impara rapidamente ascoltando un audiolibro, un podcast o un videocorso.

Più prendiamo consapevolezza di come funzioniamo e di quali sono i modelli di apprendimento e lavoro che mettiamo in atto quasi inconsapevolmente e più aumentano le probabilità di migliorare e perfezionare il nostro operato, di conseguenza anche i risultati che otteniamo.

Quali sono i tuoi valori?

I nostri valori sono il frutto dell’educazione che abbiamo ricevuto e sono rappresentati dagli insegnamenti che abbiamo tratto dalle nostre esperienze, che rappresentano il motivo per cui facciamo ciò che facciamo, sono il motore delle nostre azioni e delle nostre abitudini, perché nel complesso ci rendono la persona che siamo o ci stimolano a diventare la persona che vorremmo. Soffermarsi, riflettere e prendere consapevolezza dei nostri valori ci permette di allinearci alla nostra missione di vita, sviluppando la coerenza necessaria a prendere le giuste decisioni per noi stessi.

In un mondo che corre alla velocità della luce, dove sono sempre più richieste skills e competenze ambiziose ed eccellenti, coraggio e determinazione, diventa fondamentale crearsi un posto sicuro, un’ancora che ci permette di connetterci con noi stessi e con i nostri desideri, per evitare di perdere l’orientamento e seguire una direzione che non è la nostra.

Fonte “Gestire se stessi” Peter F.Drucker

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“Quando tutto cambia, cambia tutto”

Ed eccoci qui, un altro anno si sta concludendo, un anno quasi surreale per certi versi, un anno che ci ha messo a dura prova tutti quanti, nessuno escluso.

Il mio invito in quest’ultimo giorno del 2020 è quello di fare il punto della situazione e di individuare i giorni e i momenti più significativi che abbiamo vissuto.

Prendete carta e penna e scrivete tutto quello che vi ha insegnato l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle. Concediamoci un’ora di tempo per noi stessi senza distrazioni e interruzioni e focalizziamoci su quello che abbiamo appreso. Inizialmente potrà sembrare impossibile perché se rimaniamo in superficie, la prima domanda che sorgerà spontaneamente sarà:

“Cosa vuoi che sia successo di bello con una pandemia in corso?”

Andiamo oltre, soffermiamoci su quei piccoli momenti di gioia e spensieratezza, su quelli di sofferenza e difficoltà che senza ombra di dubbio ci hanno insegnato qualcosa e ci hanno dimostrato quanto siamo forti e resistenti.

Come primo passo può essere sufficiente limitarsi ad osservare tutto quello che è successo in generale, poi stringere il campo di osservazione e notare che cosa è successo a voi in prima persona o alle persone a voi care ed infine osservatevi come se foste un estraneo.

Studiate il vostro atteggiamento, le vostre azioni, i vostri pensieri, le vostre reazioni e scrivete tutto quello che notate, scoprirete due categorie di reazioni:

–  Sarete sorpresi dalla forza con cui avete reagito e dalle strategie che avete messo in atto.

                                   OPPURE

–  Rimarrete delusi perché avreste potuto fare o dare di più, ed è proprio qui che arriva il momento di svolta, perché soffermarsi su questi aspetti può aiutarci a migliorare nell’anno che verrà, e una volta individuati gli aspetti che vogliamo migliorare, le capacità e le competenze che vogliamo acquisire lo trasformeremo in un piano d’azione da mettere in atto.

Del come creare un piano d’azione utile ed efficace, ne parleremo nei prossimi articoli 😉

L’anno 2020 e gli avvenimenti accaduti in questi 366 giorni ci hanno messo a dura prova, svegliando in noi la paura di non riuscire ad arrivare dove ci eravamo prefissati, privandoci della libertà che davamo tanto per scontata e impedendoci di abbracciare le persone a noi care. Che cosa possiamo imparare da tutto questo?

Come sostiene Neal Donald Walsch nel libro “Quando tutto cambia, cambia tutto”

“La vita è cambiamento e quando non c’è niente che cambia, non c’è niente che vive”

Quello che possiamo fare è cambiare il nostro pensiero riguardo alle cose che stanno cambiando, osservare e affinare quegli aspetti che possono aiutarci a diventare persone migliori, in grado di tenere testa alle sfide che la vita ci propone, sviluppare il proprio punto di vista, informarsi e formarsi, mettere in discussione le “realtà assolute” e andare alla ricerca di quello che non ci viene detto o ancor peggio ci viene nascosto.

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