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Prigionieri delle nostre trappole

Capitano…capitano a tutti quei momenti in cui ci si sente persi, stanchi, tristi e vuoti. Solitamente accade esattamente nel momento in cui percepisci e senti delle sensazioni che ti rifiuti di accettare…ti nascondi dietro alle menzogne razionali che racconti a te stesso e agli altri finendo di crederci veramente. Capitano quando durante il tuo percorso, qualsiasi esso sia, ti rendi conto di aver preso la scelta sbagliata, ma che allora credevi fosse quella giusta, e non hai più il coraggio né di tornare indietro, cambiare sentiero o anche solo fermarti…vai avanti per inerzia sperando che qualcosa migliori anche se in fondo in fondo sai che non può migliorare se continui a fare quello che hai sempre fatto. E così, finisci per vivere una vita che non è quella che sognavi da bambino.

Si, è capitato anche a me, in diversi ambiti della mia vita.

E vi dirò di più, si può uscire da questo circolo vizioso perché abbiamo tutte le forze, le energie e il coraggio necessari per riuscire a farlo. E ognuno di noi ha il dovere di cercare quel piccolo appiglio che lo può aiutare ad interrompere il circolo vizioso. Proprio perché siamo il frutto di esperienze diverse, ognuno di noi reagisce a stimoli completamente diversi, c’è chi si rigenera facendo sport e meditazione e c’è chi si rigenera passeggiando per le strade della propria città. Siamo esseri umani meravigliosi proprio perché siamo diversi uno dall’altro.

A volte mi capita di confrontarmi con persone più grandi di me e spesso chiedo a loro se hanno dei rimpianti inerenti alla propria esperienza di vita, ed è molto interessante leggere le loro espressioni del viso quando ti rispondono. Ecco, io ho deciso di appartenere a quella categoria di persone che si illumina quando parla della propria vita è dichiara con orgoglio che rifarebbe tutto senza nemmeno cambiare una virgola.

Il mio invito e la sfida che vi lancio è: mettiamo in discussione noi stessi, le persone e gli ambienti che frequentiamo. Quale migliore esercizio per allenare lo spirito di adattamento e la resilienza?

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Cos’è che nascondiamo a noi stessi

Nessun mondo è complesso quanto quello nostro interiore, così ricco di sfumature, dubbi, ambizioni, incomprensioni, sogni, conflitti irrisolti, accettazioni e segreti che abbiamo paura di raccontare a noi stessi per poi doverli riconoscere.
L’universo del nostro mondo interiore è un luogo misterioso dove spesso e volentieri nascondiamo i lati che non vogliamo rivelare ed esternare, li mascheriamo pensando che siano al sicuro e che nessuno sarà mai in grado di entrare in contatto con essi. Hanno davvero un impatto sulla nostra vita quotidiana, al punto di influenzare la nostra personalità e le nostre decisioni?
Assolutamente sì, e questo trova conferma in un pensiero di Buddha:

Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato“.

A volte però siamo vittime dell’illusione della nostra introspezione, ovvero di quell’immagine distorta e deformata che abbiamo di noi stessi e che ci porta ad accettare, mostrare ed esaltare tutto quello che sappiamo realizzare al meglio, ostentando il fatto di esserne fieri ed orgogliosi.

Quello che invece non vogliamo essere tendiamo a non accettarlo, a disconoscerlo e a rifiutarlo come caratteristica che non ci rappresenta e a maggior ragione identifica. Un altro motivo dell’immagine distorta di noi stessi è rappresentato dal fatto che creiamo le nostre idee basandoci su quello che ci viene detto dagli altri, facendoci talmente influenzare al punto di accettare e credere ciecamente nei loro giudizi, senza poter più riuscire a filtrare e analizzare in profondità i messaggi che percepiamo.
La chiave di svolta sta proprio qui racchiusa:

Abbandonare il giudizio prima di tutto verso sé stessi e di conseguenza verso gli altri

Nessuno sa e potrà mai sapere le motivazioni profonde che ci spingono ad agire in un determinato modo, l’unica persona con la quale dobbiamo fare i conti siamo sempre e solo NOI STESSI. Prendere distanza da quello che ci accade può aiutarci a conoscerci meglio e ad accettare tutte le sfumature della nostra personalità.

Isolatevi nel mondo interiore, lasciate fluire tutti i pensieri cosi’ come arrivano, senza attribuire un giudizio e cercare un qualcosa per identificarvi con essi.

L’osservare questo flusso vi permetterà di accettare la vostra vera natura e solo in questo modo riuscirete ad essere in sintonia con voi stessi.

Tutto il resto arriva dopo.


“Ogni volta che vuoi migliorare qualcosa nella tua vita, c’è solo un posto dove guardare: dentro te stesso” J.Vitali

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