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Come strutturare un piano d’azione efficace

Vi siete mai chiesti perché la maggior parte dei buoni propositi all’inizio dell’anno falliscono nei primi 30/45 giorni?

E perché la maggior parte di noi cade in questa trappola ogni anno come se fosse il primo?

Io me lo sono chiesto perché è capitato anche a me più di una volta e ho capito una cosa fondamentale che voglio affrontare con voi in questo articolo.

Ho capito che mi mancava un elemento indispensabile per rimanere concentrata e determinata nella realizzazione dei miei desideri, e questo ingrediente era LO SCOPO.

Perché volevo raggiungere quegli obiettivi?

Dove sarei arrivata in seguito?

E se non li avessi raggiunti cosa mi sarebbe successo?

Domande alle quali evitavo di rispondere, continuando a penalizzare me stessa perché non ero in grado di realizzare quei buoni propositi così ben preparati.

Da questa lezione nasce il primo invito:

Procurati carta e penna, fermati, respira e fai un passo indietro, osserva lo scenario da una prospettiva diversa, più ampia e chiediti:

–          Perché è importante per te effettuare quel cambiamento, raggiungere quel determinato traguardo?

–          Qual è la vera motivazione che ti spinge a voler ottenere risultati diversi?

–          A cosa sei disposto a rinunciare per arrivare fino in fondo?

–          Quali competenze e capacità vuoi acquisire per realizzare il tuo desiderio?

–          Quali saranno gli indicatori concreti che ti faranno dire “CE L’HO FATTA!”? Come ti sentirai? Quali sensazioni proverai? Come ti comporterai?

Una volta che avrete risposto a queste domande e sarete soddisfatti delle risposte potremo passare alla redazione del vero piano d’azione che comprenderà:

–          Le azioni

–          Le risorse (disponibili e quelle di cui abbiamo bisogno)

–          Date, orari, scadenze

–          Obiettivi (possiamo utilizzare diversi modelli come SMART o SWOT) per fissarli.

–          Eventuali ostacoli che possiamo incontrare con le rispettive e potenziali soluzioni.

È inutile creare tabelle, to do list e piani spaziali se prima non individuiamo il perché, qual è lo scopo, la motivazione, gli stimoli e la direzione che ci spinge ad agire ogni singolo giorno.

Vi riporto qui una considerazione tratta dal libro di Simon Sinek “Partire dal perché” e che vi suggerisco di leggere anche solo per piacere.

“Se si parte dalle domande sbagliate, se non si comprendono le cause, allora anche le risposte più corrette finiranno con il portarci sulla strada sbagliata…prima o poi…”

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Come e perché definire i propri obiettivi

Uno degli argomenti più gettonati sulle varie piattaforme social è legato al raggiungimento dei propri obiettivi, di qualsiasi genere essi siano. Tutti ne parlano, consigliano e scrivono frasi motivazionali per stimolarti e invitarti a inseguirli, ma quanti di noi hanno degli obiettivi reali, specifici e definiti nel tempo? Quanti di noi si alzano alla mattina con l’intenzione di fare qualcosa di diverso rispetto al giorno precedente per avvicinarsi il più possibile al proprio obiettivo?
C’è chi decide anche di farsi trascinare dagli avvenimenti senza fare grandi cose per andare contro corrente e prendere in mano la propria vita, c’è chi la trascorre giorno dopo giorno in maniera inesorabile secondo le proprie abitudini, c’è chi si trascina in modo piatto e anonimo acconsentendo al suo solito tran-tran…si tratta pur sempre di scelte, ma possiamo ricondurle senza ombra di dubbio alla decisione di non prendere decisioni. 

Porsi dei traguardi ma soprattutto raggiungerli rende la nostra esistenza più motivante e significante, ci fa sentire più sicuri, accresce l’amore per noi stessi e sviluppa la nostra autostima, e tutte queste caratteristiche prendono vita e si sviluppano anche con l’esperienza.

Per tutti quelli che invece vogliono iniziare ad apportare dei piccoli cambiamenti e non sanno come cominciare, oggi vedremo uno dei tanti metodi che si utilizzano per definire un obiettivo a partire dal punto “A”, ovvero la situazione attuale, per giungere al punto “B”, ovvero dove vogliamo arrivare. In particolare ci soffermeremo sul metodo che hanno individuato la dott.ssa S. Dembkowski e la dott.ssa F. Eldbridge che insieme hanno creato il Metodo ACHIEVE (Realizzare), e al fine di ottenere risultati più efficaci vi suggerisco di prendere carta e penna per scrivere i vostri pensieri.

Il Metodo ACHIEVE nello specifico rappresenta quanto segue:


A – Valuta la situazione Attuale e quelle passate, soffermandoti su aspetti che ti hanno portato nella situazione in cui ti trovi ora.
C – Brainstorming (tempesta di cervelli)  – aumenta le opzioni a disposizione per uscire dalla situazione di “Blocco” e scrivi almeno 6 opzioni diverse tra loro.
H – Home Goals – trasforma le alternative in obiettivi specifici, positivi,  desiderati e temporizzati.
I – Sviluppa una serie di alternative per raggiungere l’obiettivo (che io personalmente le definisco Piano B,C,D,E…)
E – Valuta e sviluppa criteri significativi per aumentare l’attenzione verso l’azione, anche in questo caso è l’azione che comanda, perché bastano infatti piccoli passi quotidiani per fare la differenza.
V – Progetta un piano d’azione concreto e pragmatico.
E – Encourage Momentum – il nuovo comportamento deve diventare la nuova realtà, godersi pienamente i risultati raggiunti potrebbe generare nuovi obiettivi per mantenervi sempre allenati al cambiamento, che non ci deve mai spaventare.



Il dettaglio che fa la differenza in questi casi è proprio il compito di scrivere su carta i propri pensieri per ogni passo che abbiamo visto, perché in solo sette passaggi vi accorgerete di aver individuato almeno un obiettivo su cui focalizzare la vostra attenzione e dedicare le vostre energie per sviluppare come almeno un piano d’azione per cercare di raggiungerlo.

Aspetto i vostri feedback in merito e rimango come sempre a disposizione per approfondire qualsiasi argomento sia di vostro gradimento.

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