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Come gestire la rabbia

Una delle emozioni primarie più discriminate, quanto meno in pubblico. Essa esplode senza nessun genere di controllo quando tocca l’apice dell’intensità, offuscando ogni lume della ragione.

Come per tutte le altre emozioni primarie, se impariamo a gestire la rabbia questa può diventare nostra alleata, facendoci attingere a risorse e strumenti molto potenti. La rabbia è una risposta fisiologica ad uno stato di frustrazione e sopportazione, si verifica spesso quando vediamo troppo lontano il nostro traguardo, quando ci rendiamo conto che la strada per ottenere ciò che desideriamo è ancora lunga e piena di ostacoli e che non avevamo valutato preventivamente.

Quello che in pochi sanno è che la rabbia è in grado di farci attingere a un potenziale inesplorato capace di farci mettere in atto piani di azione e strategie che la nostra mente calma e serena non ci avrebbe mai consentito. Proprio per questo motivo diventa fondamentale imparare ad ascoltare e rendersi consapevoli di quali sono quegli stati percettivi che attivano la rabbia, in modo tale da poterla incanalare nella direzione in cui noi vogliamo, senza caderne vittima e subirla passivamente.

E quando questa emozione primaria prende il sopravvento su di noi e ci rendiamo conto che non riusciamo a gestirla e indirizzarla nella direzione che desideriamo, possiamo prendere spunto dai maestri come Emil Cioran e Giorgio Nardone che ci invitano a scrivere, scrivere e scrivere ancora su carta tutte le nostre sensazioni e percezioni che generano questa emozione primaria.

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Cosa sono le emozioni e perché sono tanto importanti nella nostra vita?

 Se vogliamo seguire una definizione scientifica le emozioni sono le risposte del nostro organismo a tutti gli stimoli interni ed esterni ad esso, e come sostiene il professor Nardone “le emozioni sono competenze senza comprensione”.

Le emozioni stanno alla base del nostro comportamento all’interno della società, tutte le esperienze emozionali lasciano un segno e un ricordo che influiscono sulla creazione della nostra storia, degli schemi e dei modelli che ci accompagnano per tutta la vita.

Quante sono le emozioni e come vengono classificate?

Ci sono diverse teorie al riguardo e diverse classificazioni. Paul Ekman ha definito come universali le seguenti emozioni: paura, gioia, disgusto, rabbia, disprezzo, sorpresa e vergogna, e successivamente ha riclassificato queste emozioni in primarie e secondarie.

Robert Plutchik basandosi sugli studi darwiniani individua quattro coppie di emozioni primarie: paura e rabbia, tristezza e gioia, sorpresa e attesa, disgusto e accettazione.

Theodore Kemper ha avuto un approccio alternativo, ovvero ha selezionato tutte le emozioni universalmente citate da tutti gli studiosi individuandone in questo modo quattro emozioni primarie che accomunavano tutti gli altri. Esse nello specifico sono:

PIACERE – PAURA – RABBIA – DOLORE

Se imparassimo a gestire e riconoscere queste quattro emozioni di base saremmo in grado di farlo anche per tutte le altre.

Spesso a causa delle generalizzazioni e distorsioni siamo abituati a chiamare emozione qualsiasi stato d’animo o atteggiamento con cui ci scontriamo quotidianamente. Le nostre emozioni sono simili ma diverse per ognuno di noi, perché dipendono e scaturiscono dal nostro sistema percettivo interno ed esterno, e la sensibilità di quest’ultimo è legata a diversi aspetti che abbiamo visto nei vari articoli su questo blog, come ad esempio l’ascolto di se stessi.

Nei prossimi articoli vedremo nel dettaglio le caratteristiche delle quattro emozioni sopra indicate e analizzeremo insieme come le poterle gestire al meglio.


Fonte: “Emozioni istruzioni per l’uso” Giorgio Nardone

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